Il periodo che va dalla nascita ai 6 anni è il migliore in quanto la plasticità del cervello del bambino in questo periodo è al suo massimo.
Acquisendo poi la seconda lingua in modo naturale, attraverso il gioco, il bambino non fa la minima fatica.
Al momento della nascita il bambino viene immerso nell’ambiente della sua famiglia che si esprime nella “lingua madre” e recepisce in modo definitivo quanto lo circonda. Dal terzo anno di vita l’elasticità del suo cervello e la duttilità della sua glottide gli permettono di acquisire e di riprodurre senza difficoltà una (o più) nuova lingua. Il bambino diventerà capace di utilizzare a seconda dei suoi desideri e delle sue necessità l’una o l’altra lingua, separatamente o insieme. Il mischiarle non vuol dire che fa confusione, bensì che a seconda dei casi e delle persone con cui interagisce è capace di utilizzarle come strumenti di comunicazione perfettamente intercambiabili.
La scuola bilingue osserva un bilinguismo “rigoroso” italiano/inglese e segue la programmazione ministeriale Italiana.Le scuole internazionali sono scuole monolingue e seguono il modello dei loro paesi.
Perchè consapevoli di quanti e quali pre – requisiti, in termini non solo linguistici ma anche contenutistici, servano ai nostri ragazzi per frequentare le migliori università italiane e di come la loro eventuale mancanza e/o i possibili scollamenti i possano essere la causa dei conseguenti insuccessi.
Il bambino sarà autonomo nel lavoro domestico perchè a scuola l’autonomia unitamente al metodo di studio, naturalmente rapportata all’età, sarà uno degli obiettivi fondamentali.