Christmas Show

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La crisi dei rifugiati siriani nei paesi limitrofi la Siria resta una delle più gravi al mondo, con più di 5,6 milioni di persone, tra cui 2,5 milioni di bambini, registrate come rifugiati in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto.

Nonostante gli sforzi dei governi ospitanti per fornire ai rifugiati un accesso ai servizi pubblici, in particolare sanità e istruzione, la domanda continua ad essere superiore alla capacità delle istituzioni e delle infrastrutture di farvi fronte. Soprattutto nelle aree urbane in cui vi è un’alta concentrazione di gruppi di persone vulnerabili, l’elevata domanda di assistenza incide sulla qualità dei servizi.

La presenza prolungata di rifugiati siriani ha inoltre acutizzato le disparità socioeconomiche preesistenti nei paesi ospitanti, con la percezione di una maggiore concorrenza per il lavoro e l’accesso a risorse e servizi, alimentando tensioni a livello locale.

Nel corso di tutto il 2019, si prevede che la popolazione di rifugiati siriani registrati rimarrà elevata. L’assenza di sicurezza, i numerosi rischi per l’incolumità fisica, la mancanza di servizi essenziali, di mezzi di sostentamento e di opportunità di lavoro, uniti agli ostacoli giuridici connessi alla rivendicazione delle proprietà e all’ottenimento della documentazione civile continuano ad ostacolare un rimpatrio sostenibile, volontario, sicuro e dignitoso dei rifugiati siriani nel proprio paese.

BBSchool
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Nel tentativo di contribuire alle necessità educative dei bambini rifugiati siriani, ha preso forma una collaborazione tra Unicef Bergamo, realtà che da anni svolge attività di sensibilizzazione riguardo i diritti dell’infanzia, e Bilingual British School, la prima scuola bilingue paritaria del territorio.

È da questo contesto che nasce “Back in the habit”, un inedito musical interpretato da circa 210 tra bambini e ragazzi frequentanti la Bilingual British School.

 

1.789.185

Bambini da raggiungere

210

Bambini della BBS coinvolti nello spettacolo
—– € raccolti

Durante l’evento verranno raccolti i fondi per un progetto scolastico di educazione primaria in un campo profughi alle porte di Aleppo, in Siria.

Una serata all’insegna dell’impegno etico e solidale, fatta dai bambini per i bambini.

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Il punto di incontro tra Unicef e Bilingual British School è un sistema di valori dove solidarietà e senso civico vengono coniugati con la formazione accademica: gli obiettivi di eccellenza, oggi, non possono infatti che colorarsi di eticità, riscoprendo parole come virtù, rispetto e integrità. Con l’inserimento di un nuovo programma chiamato “Global Perspectives” questi valori vengono messi al centro di una nuova didattica che trova nella consapevolezza e nella responsabilizzazione dello studente la sua massima realizzazione.

Il bambino di oggi, cittadino di domani, è chiamato a riflettere e quando riesce, ad agire su tematiche che a livello “globale” lo investiranno sempre più. La pedagogia e la didattica a servizio dell’etica.

La collaborazione tra l’organizzazione umanitaria e la scuola, iniziata lo scorso anno con il Gran Galà di beneficenza, ha preso nel corso del 2019 forme via via più consistenti.

Back in the habit, incorniciato in una scenografia non più vista come decorazione scenica ma come strumento per la creazione di diverse situazioni spaziali, è reso possibile dall’alternarsi sul palcoscenico di 175 bambini dalla prima alla quinta elementare e da 35 ragazzi delle medie, a cui si aggiungono altre 20 figure professionali di vario tipo (insegnanti, tecnici, maestri collaboratori e attrezzisti).

BBSchool
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Nel 2020 serviranno 4,2 miliardi di dollari per sostenere i bambini bisognosi, 3,5 volte di più rispetto a quanto richiesto nel 2010.  “Oggi in tutto il mondo vediamo il maggior numero di bambini bisognosi di assistenza d’emergenza da quando abbiamo iniziato a tenere i registri. Un bambino su quattro vive in un paese colpito da conflitti o disastri”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell’Unicef Henrietta Fore. “Un numero storico di bambini sradicati con la forza dalle loro case richiede urgentemente protezione e sostegno.”

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